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BENVENUTI AD ALBIOLO
By admin | agosto 31, 2009
Di seguito pubblichiamo la lettera, pervenuta alla nostra redazione, di un cittadino albiolese.
Ovunque si posi lo sguardo, negli angoli di quello che un tempo era un ridente paese di collina, si incontra squallore.
Squallore, in questo rampicante secco che come un’enorme ragnatela s’inerpica sulla facciata della scuola elementare, squallore in questo blocco di cemento divelto che sta in mezzo al parcheggio della periferia,
squallore in quest’albero spezzato accanto al cestino per la spazzatura a sua volta staccato dal supporto, sulla “passeggiata dei poeti” (è così che mi piacerebbe che si chiamasse, ma ormai… ho riposto ogni speranza), squallore in tutti quei segnali stradali storti, rovinati, piegati,in quelle insulse scritte che avrebbero la pretesa di essere messaggi d’amore, sulle panchine, sui muri “non vivo più senza te” e “ti amerò per sempre” e “sei la mia vita” e… meglio non citare le “a” senz’acca e i congiuntivi sbagliati e le consecutio temporum completamente inesistenti.
Ma soprattutto qui, dove dovrebbe esserci il segno della civiltà di un popolo, qui dove riposano per sempre le nostre persone care, ecco qui, negli spazi vuoti tra una lapide e l’altra, tra una fotografia e l’altra, tra un fiore e l’altro, qui ci sono erbacce alte due metri, alle quali non resta che attendere, come un velo pietoso, la brina di novembre, e più in là, nel lato di più recente costruzione, non si vede il segno di una mano amorosa che tenga rasati i prati, che impedisca alle infestanti di proliferare, che potrebbe avere la stessa cura che ha per il proprio giardino. (Il consiglio è di visitare il curatissimo cimitero di San Candido, Alta Pusteria, luminoso esempio di rispetto e cultura).
E anche qui, dove i piccoli si dovrebbero divertire con i loro giochi colorati c’è lo squallore delle lattine e dei sacchetti di carta abbandonati e delle plastiche e delle scatole e dei fazzoletti appallottolati, dei cestini traboccanti e dei pacchetti di sigarette svuotati, coi loro ammonimenti “il fumo uccide”, “il fumo invecchia la pelle”, “non fumare in gravidanza”, “il fumo provoca gravi malattie cardiovascolari”… tutto disseminato tra l’erba sempre troppo alta, sempre più incolta.
Squallore sulla pista ciclabile, dove la segnaletica è un optional, dove passano le auto dei non residenti (hanno scoperto la scorciatoia!), dove non c’è nemmeno un cestino della spazzatura nel quale poter degnamente depositare, avvolte negli appositi sacchetti, le deiezioni dei cagnolini (a proposito, dov’è finito il cestino color arancio che stava in situazione provvisoria, ma pur sempre utile, sulla Via per Caversaccio? Eppure, ne ho la certezza, fino al 7 giugno ultimo scorso, era lì!).
“Benvenuti ad Albiolo”, recita la scritta intermittente.
Benvenuti in un paese dove le persone discutono sulla “Garibaldina della discordia”, sputandosi reciprocamente in faccia parole velenose e non si curano più delle piccole cose. Quelle cose che sembra non valgano niente, ma sono quelle che ci costruiscono i giorni, le uniche in grado di restituirci un luogo di bellezza e di armonia e non un semplice punto di passaggio “a scorrimento veloce”, dove il sorpasso è d’obbligo, dove il rumore è indispensabile, e dove l’incuria e il degrado sono le conseguenze immediate e segno tangibile, ahimè, di ignoranza senza rimedio.

Benvenuti ad Albiolo...il paese calato nello squallore
Topics: Discutiamone |
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